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FRESCHI DI STAMPA

di francesca (07/05/2008 - 15:47)


Carl Djerassi

Il seme di Menachem

Di Renzo Editore

In questo romanzo, Carl Djerassi, "padre" della pillola anticoncezionale, ci offre una storia d’amore moderna, in cui le vicende storiche del Medioriente e i continui progressi scientifici nel campo della riproduzione giocano un ruolo chiave nella vita dei due protagonisti, Melanie Laidlaw, direttrice di una fondazione impegnata nella biologia riproduttiva, e Menachem Dvir, ingegnere nucleare israeliano.

 

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Perutz: un Nobel che scorre nelle vene

di francesca (04/05/2008 - 16:51)


 

Quando Max Ferdinand Perutz cominciò i suoi studi sull’emoglobina, tutto quello che si conosceva sull'argomento lo si poteva scrivere sul retro di un francobollo. Erano gli anni ’30 e nessuno avrebbe scommesso sulla carriera scientifica di questo giovane viennese, naturalizzato inglese, che invece, nel 1962, riceverà il premio Nobel nella chimica per aver scoperto l'architettura e il meccanismo d'azione dell'emoglobina.
In “Le molecole dei viventi” (Di Renzo Editore), Perutz racconta la sua avventura scientifica, la gran parte trascorsa a studiare la struttura molecolare di questa proteina essenziale per la nostra vita, che trasporta l’ossigeno nel sangue dai polmoni ai tessuti. Anni di lavoro intenso, che hanno favorito lo sviluppo di nuove discipline di frontiera, come la genomica, e avviato importanti progressi nel trattamento e nella prevenzione delle malattie.
Ma Perutz non è stato solo lo scienziato tenace e originale, conosciuto in tutto il mondo per le sue intuizioni e per la grande umanità, ma anche uno dei maggiori artefici di un nuovo modo di fare ricerca, un modo collettivo, collaborativo, dove la scienza diventa 'cosa comune' da condividere con altri colleghi, esperti fisici, matematici e medici per il bene e lo sviluppo dell’umanità.
Nel saggio, il premio Nobel, scomparso nel 2002, sprona le nuove generazioni di scienziati a non perdersi d’animo e a essere pronti a superare le difficoltà che incontrano: i giovani ricercatori sono spesso costretti a pubblicare risultati rapidamente, per non vedere la propria carriera stroncata sul nascere e non essere tagliati fuori dai finanziamenti. Perutz per scoprire la struttura e le funzioni dell'emoglobina, ha impiegato più di trent'anni: oggi nessuno gli concederebbe così tanto tempo.

 

Anna Capasso

 

Vi aspettiamo dall'8 al 12 maggio alla
Fiera Internazionale del Libro
stand n. E71 PAD 1
Torino Lingotto Fiere

 

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Gli studenti incontrano lo scienziato Edoardo Boncinelli

di francesca (21/03/2008 - 09:23)

 

Il giorno 28 marzo p.v. alle ore 9.30 presso il Grand Hotel Adriatico a Montesilvano, Edoardo Boncinelli, scienziato di fama internazionale, incontrerà genitori e studenti di sei scuole superiori della provincia di Pescara.

Edoardo Boncinelli, fisico di formazione, ha iniziato la carriera di ricercatore all'Istituto Internazionale di Genetica e Biofisica (IIGB)  del CNR di Napoli. Dal 1992 è direttore del Laboratorio di Biologia Molecolare dello Sviluppo presso il dipartimento di ricerca Biologica e Tecnologica dell'Istituto Scientifico Ospedale San Raffaele di Milano. Dal 2000 è professore di Biologia presso la facoltà di Psicologia dell'Università Vita-Salute di Milano. Ha concluso da poco il mandato di direttore della Sissa, la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. Membro dell’ Accademia Europea e dell’Organizzazione Europea per la Biologia Molecolare è stato presidente della Società Italiana di Biofisica e Biologia Molecolare. Fa parte  del Comitato editoriale di molte riviste scientifiche internazionali.

La sua capacità di trasmettere scienza ed entusiasmo è testimoniata dal successo ottenuto dai suoi numerosi libri di divulgazione scientifica che spaziano dalla genetica alla teoria della evoluzione biologica fino alle neuroscienze, non mettendo mai in secondo piano temi importanti quali l’identità dell’uomo, la sua natura spirituale e il ruolo della scienza nella società.

L’incontro con l’Autore fa parte del “Progetto lettura” proposto da Di Renzo Editore ed avviene in seguito alla lettura, da parte dei ragazzi, del volume“A caccia di geni” di E. Boncinelli. La lettura del volume, abbinata alla possibilità di incontrare l'autore e confrontarsi su temi anche di una certa complessità, rappresenta un'occasione di arricchimento culturale apprezzato da tutti, alunni, insegnanti, dirigenti ed anche genitori, ma, soprattutto, rappresenta la possibilità di instaurare contatti e relazioni che proiettano verso nuove realtà culturali e lavorative. E’ dunque, un'esperienza gratificante per tutti e per qualcuno addirittura determinante per le proprie scelte di vita.

L’evento fa parte del progetto “Insieme per la scienza” - POR Abruzzo, macroprogetto innovazione, competitività governance, progetto regionale formazione tecnico-scientifica intervento IC4G - che ha la finalità di permettere a genitori e alunni di ampliare la conoscenza delle diverse opportunità offerte dai percorsi tecnico-scientifici, e di avvicinare un numero sempre crescente di studenti al mondo della scienza  favorendo lo sviluppo della mentalità scientifica .

Capofila dell’iniziativa è l’Istituto Tecnico “G. Marconi” di Penne diretto dal Dirigente scolastico Claudio Romagnoli, cui si aggiungono l’Istituto Tecnico Commerciale “Alessandrini” e il Liceo Scientifico “D’Ascanio” di Montesilvano, il Liceo Scientifico vestino “Luca da Penne”, l’Istituto Omnicomprensivo “ Spaventa” di Città S. Angelo e l’Istituto Magistrale “G. Marconi di Pescara.

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Progressi scientifici e medicina di genere - Il ruolo delle donne

di francesca (25/10/2007 - 10:07)


27 ottobre 2007 - I progressi scientifici in campo medico sono legati alla medicina di genere, impostata sulle caratteristiche specifiche degli esseri umani. L’universo femminile, poco studiato e conosciuto sul piano della ricerca scientifica, deve essere posto al centro dell’attenzione. L'incontro fa luce da diverse angolazioni sul ruolo delle donne nello sviluppo del progresso scientifico in campo medico. Con Edoardo Boncinelli (A caccia di geni - Di Renzo Editore), Gilberto Corbellini, Gianna Schelotto, Nicla Vassallo. Modera: Francesca Merzagora.

Per informazioni: www.festivalscienza.it

Magazzini del Cotone, Sala Maestrale, modulo 10, I piano, Area Porto Antico, ore 16.00, Genova

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Vite degli scienziati di oggi al Festival della Scienza di Genova

di francesca (24/10/2007 - 12:12)



27 ottobre 2007 - Edoardo Boncinelli (A caccia di geni - Di Renzo Editore), fisico e biologo, farà una breve rassegna delle motivazioni che hanno portato scienziati viventi a scegliere il mestiere che hanno scelto. Invece di parlare di scienziati del passato, il discorso sarà focalizzato su fisici, chimici e biologi del nostro tempo. L'evento fa parte di ”Vite appassionanti".

Prenotazione: consigliata

Per informazioni: www.festivalscienza.it

Palazzo Rosso, Via Garibaldi 18, ore 11.00, Genova

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La storia scritta dal DNA umano al Festival della Scienza di Genova

di francesca (23/10/2007 - 10:36)


31 ottobre 2007 - Nel 180 a.C. i Romani deportarono molte famiglie liguri, provenienti dalle Alpi Apuane, nell'Agro Taurasino, all'interno dell'antico territorio sannita, allora spopolato a causa delle distruzioni e delle guerre. La conferenza illustra come lo studio del DNA sia un potente mezzo che permette di ricostruire gli aspetti cruciali della storia della civiltà umana sul nostro pianeta, ma anche la protostoria locale di piccole popolazioni. Con Luigi Luca Cavalli Sforza (Il caso e la necessità, Di Renzo Editore), Sergio Cocozza, Gianfranco Fenzi, Silvio Garofalo, Antonella Monticelli.

Prenotazione consigliata.

Per informazioni: www.festivalscienza.it

Magazzini del Cotone, sala Scirocco e Libeccio, modulo 9, III piano, Area Porto Antico, ore 10.30, Genova

 

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Il caso di Luca Luigi Cavalli Sforza

di francesca (20/05/2007 - 19:40)

Almanacco della Scienza, mercoledì 9 maggio, Scaffali

 

Cavalli Sforza: stregato dalla genetica

 

di R.B.

A fargli conquistare il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, consegnatogli qualche giorno fa Padova, è stato il volume “Perché la scienza?”, scritto a quattro mani con il figlio Francesco. Ma non è certo da meno anche un’altra recente opera di Luigi Luca Cavalli Sforza, “Il caso e la necessità”.
Nel volumetto edito dalla romana Di Renzo Editore il noto genetista racconta, in tono colloquiale, l’inizio della sua carriera, la nascita della passione per la genetica delle popolazioni, ricorda gli studiosi che hanno scandito tappe cruciali nella sua vita professionale e sottolinea la necessità per chi, come lui, fa ricerca sulle origini dell’uomo di un approccio multidisciplinare. Dedica un intero capitolo al ruolo di primo piano della matematica nella genetica, spiega la teoria della deriva genetica, evidenzia le difficoltà ‘politiche’ del genetista e ipotizza il futuro genetico degli umani.
Temi importanti e talora difficili sono affrontati con la semplicità che nasce da una grande competenza, ma soprattutto da un amore incondizionato per il proprio lavoro, una passione destinata col tempo a crescere. ‘Con l’avanzare degli anni sto riscoprendo nuovi piaceri, come quello di scrivere. Però il mio interesse centrale rimane ancora l’evoluzione umana e qualche volta mi stupisco di quanto insaziabile continui ad essere la molla che ha sempre mantenuto la mia ricerca, la curiosità’.

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Il caso e la necessità di Luca Cavalli Sforza

di francesca (04/03/2007 - 17:35)

Luigi Luca Cavalli Sforza

Il caso e la necessità

Ragioni e limiti della diversità genetica


Pagine: 128 - Prezzo: € 12.50
ISBN: 8883231651 - Anno di pubblicazione: 2007
DI RENZO EDITORE

Universalmente riconosciuto come uno degli studiosi più autorevoli nel campo della genetica di popolazioni, Luigi Luca Cavalli Sforza è stato uno dei primi genetisti a chiedersi se i geni dell’uomo moderno contengano ancora una traccia della storia dell’umanità, iniziando un approccio pluridisciplinare che nella prima ricerca combinò la demografia storica con la genetica di popolazioni e quella dei gruppi sanguigni. In questo libro il noto genetista italiano ci racconta i mille sentieri percorsi durante la sua ricerca, spesso in campi a lui estranei, come l’archeologia o la linguistica, nel tentativo di ritrovare nell’attuale patrimonio genetico dell’uomo i segni lasciati dalle grandi migrazioni del nostro antico passato.

Luigi Luca Cavalli Sforza, genetista, si occupa di antropologia e storia. Autore di numerose pubblicazioni a carattere divulgativo, ha insegnato a Milano, Parma, Pavia e Cambridge, e attualmente è professore emerito di genetica all’Università di Stanford.

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Francisco Ayala arriva in Italia

di francesca (02/11/2006 - 09:26)


Francisco Ayala
sarà ospite in Italia nel mese di dicembre 2006 per tenere alcune conferenze:

-          11 dicembre: "Selezione Naturale, Progetto e Novità", presso l’Università di Padova

-          12 dicembre: "Evolutionary Origin and World Expansion of Malaria" alle ore 10:00 in occasione del conferimento della Laurea ad Honorem in Medicina presso l’Università di Padova

-          13 dicembre: "Evolutionary Origin and World Expansion of Malaria" alle ore 15:30 presso l’Accademia dei Lincei a Roma

-          14 dicembre: presso la Stazione Zoologica di Napoli.

Francisco Ayala ha pubblicato Le ragioni dell’evoluzione con Di Renzo Editore.

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Il mondo è complesso come un broccolo

di francesca (25/10/2006 - 13:02)

Anche i broccoli possono essere utili per spiegare la fisica. Ne sanno qualcosa i molti intervenuti al "caffè scientifico" con Marco Bianucci, Giorgio Parisi e Stefano Zapperi, nella mattinata di domenica 6 novembre all'Histoire Café Garibaldi. I tre fisici, appollaiati su altrettanti sgabelli a dominare una platea colorata e attenta, hanno infatti affrontato il tema della teoria della complessità, cercando di rispondere alla domanda del titolo: "Il mondo è complesso?".

Il protagonista indiscusso è Giorgio Parisi, ordinario di Teoria quantistica alla Sapienza e già candidato al Premio Nobel: «credo che uno dei motivi per cui non gliel'abbiano ancora dato», commenta Bianucci, che si ritaglia il ruolo di moderatore, «sia che ha scritto così tanto da averli spiazzati».
Quando il fisico romano ha cominciato a indagare la complessità, Stefano Zapperi (classe 1970) aveva otto anni: «Nella complessità ci sono nato», commenta. Ma non è solo un interesse "generazionale": «credo che l'aspetto più interessante di questa teoria sia la sua interdisciplinarietà. I sistemi complessi ci circondano». Bianucci è d'accordo: «se ne parla tanto perché lo studioso da Galileo in poi si era concentrato sul particolare, cercando di isolarlo dal sistema. Oggi abbiamo riscoperto che le cose non stanno così. Ci sono alcuni sistemi il cui comportamento è dipendente dalle relazioni fra le parti che li costituiscono».
Naturalmente vi sono ancora ampi settori in cui la teoria della complessità sta muovendo i primi passi: «le teorie non escono vestite di tutto punto come Atena dalla mente di Giove», ammonisce Parisi, «c'è tutto un lavoro di "lucidatura"». E ci sono anche dei limiti. «Einstein», ricorda sorridendo il fisico romano, «diceva che per spiegare dei dati sperimentali vanno usate schematizzazioni il più semplici possibili, ma non più semplici di così».

Fra i tanti possibili ambiti di applicazione, c'è quello della fisica dei terremoti: «il terremoto non è altro che una frattura della crosta terrestre», sintetizza Zapperi, «e come ogni altra frattura produce determinati rumori. Ecco, ci sono proprietà statistiche del segnale rumoroso che sono simili in molti sistemi. Cambia solo la scala».

Il punto della variante di scala è uno dei noccioli della discussione. Parisi esemplifica la materia con un paragone vagetale: «avete presente un broccolo? È formato da una struttura piramidale, ed ogni piramide è formata a sua volta da altre piccole piramidine, e via così. È un tipico esempio di variante di scala... e fra l'altro mi pare anche che sia la stagione giusta».
La variante di scala non è l'unica dipendenza che lega i differenti sistemi, e Zapperi fornisce altri due esempi: «ci sono sistemi che dipendono dal volume, come quando bollo l'acqua ed ho bisogno di più o meno calore a seconda di quanto liquido ho nella pentola. Altri hanno una dipendenza logaritmica, come la frattura dei materiali».

Dopo soli venti minuti di conversazione, cominciano subito le numerose domande di un pubblico seduto in ogni angolo disponibile e che ha molto apprezzato l'onestà intellettuale degli intervenuti, soprattutto su temi spinosi come il rapporto fra libero arbitrio e complessità. «Noi fisici ci occupiamo di cose semplici», si scusa Zapperi, «anche se il rischio della complessità è che si diventa rapidamente tuttologi, non mi sento di dar risposte».
Altro tema difficile, quello del rapporto fra complessità e scienze sociali. Il tono di Parisi si indurisce un po': «quello delle scienze sociali è un campo estremamente delicato. Se una teoria sbagliata finisce in mano ai politici può essere pericoloso. Un esempio classico, e sgradevole, è quello della sociobiologi, che cerca di spiegare i comportamenti sociali a partire da quelli biologici». In una certa misura si può anche leggere la storia in questo modo, «ma utilizzare la sociobiologia per giustificare la disuguaglianza fra gli uomini mi pare molto pericoloso», conclude Parisi. È possibile prevedere l'evoluzione, modellizzandola? «Questa è una domanda che resterà sempre senza risposta», mormora Bianucci. «Per ora i fisici hanno usato modelli stilizzati che non permettono nessuna previsione», ribatte Parisi.

Il fuoco di fila delle domande non si attenua. Una, due, anche tre per volta. «È come un quiz! Scelgo la terza...», si diverte Zapperi. Lo scienziato galileiano è ancora adeguato allo studio della complessità? «Il metodo è ancora valido», conferma Bianucci. Zapperi è d'accordo, «solo che non cerchiamo più un valore uguale ma un tipo di fluttuazione uguale».

Una dei portati della teoria della complessità è che ha reintrodotto le "scuole di pensiero" nella fisica: c'è chi la difende e c'è chi la attacca, come la rivista Scientific American che insinua di non aver ancora visto risultati concreti dalla sua applicazione. «Non è vero», risponde secco Bianucci, che si dimostra comunque contento della divisione in "scuole". Con un "però": «la discussione entra nel vivo se danno cento miliardi per finanziare un acceleratore di particelle e quando servono a me cento milioni per la ricerca non li danno». Caldi applausi.

«Le scuole compaiono sempre quando ci sono teorie nuove», commenta accomodante Parisi, portando l'esempio della meccanica quantistica, che fu messa in dubbio per trentacinque anni: «Planck, il suo fondatore, amava dire che "le nuove teorie si affermano non perché i sostenitori delle vecchie si convincono, ma perché muoiono"». Nel salutare il pubblico, i tre consigliano di andare a vedere la mostra Semplice e complesso a Palazzo Ducale: «è bellissima», aggiunge Parisi, «e dà una sensazione quasi tattile della complessità di molti sistemi».

Giorgio Parisi ha pubblicato La chiave, la luce e l’ubriaco con Di Renzo Editore.