La chiave, la luce e l'ubriaco
Il protagonista dell’ultimo libro dei I DIALOGHI, la fortunata serie di interviste biografiche pubblicata da Di Renzo Editore, è uno dei più importanti fisici teorici italiani: Giorgio Parisi. Il titolo è curioso, La chiave, la luce e l’ubriaco, e Parisi lo prende da una storiella cui ricorre per spiegare come si muove la ricerca scientifica.
In una conversazione animata tra autore e editore – per una volta si è voluto mantenere lo stile dell’intervista – il libro ci racconta come è cambiata la fisica, quali sono le problematiche che attraggono i fisici di oggi, quali scenari si prospettano nel nostro futuro.
Soprattutto Parisi si concentra sulle direzioni che la fisica sembra prendere, indipendentemente dalla volontà di chi la fa: quando ci si accorge di avere i mezzi per studiare un certo problema – ci spiega – è ad esso che ci si dedica, anche se sino ad allora nessuno se ne è mai interessato. Perché ogni problema diventa interessante se il nostro scopo è quello di migliorare le nostre capacità e conoscenze.
Infine, l’autore spezza una lancia in favore della spesso criticata fisica pura: ogni aspetto chiarito aiuta a comprenderne altri che potrebbero portare a future applicazioni, che arriveranno, se verranno, soltanto dopo.
Vita di fisico
[Federico Capasso, 2005, “Avventure di un designer quantico”, Di Renzo Editore]
Federico Capasso, fisico italiano trapiantato negli Stati Uniti, racconta le sue affascinanti avventure di ricercatore e la sua esperienza di manager presso i leggendari Laboratori Bell, il principale centro di ricerca industriale nel mondo. I suoi studi interdisciplinari, al confine tra la ricerca di base e applicata, hanno aperto nuovi orizzonti alla fisica delle nanostrutture, alla fotonica, all’elettronica e alla scienza dei materiali. Di particolare rilevanza sono le sue ricerche pionieristiche sull’ingegneria dei semiconduttori artificiali e sui dispositivi quantici, tra cui spicca l’invenzione del rivoluzionario laser a cascata quantica, e le sue recenti ricerche sull’effetto Casimir. Un racconto, scrive l’autore: “che forse potrà essere di qualche utilità ai giovani” che vogliono intraprendere la carriera scientifica, perché non serve una “vita importante” alle spalle per avere successo, ma tanti “passi piccoli e apparentemente insignificanti”.
PROGETTARE n. 301 – GIUGNO 2006 - pag. 87





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